Morbo di Crohn: alterando il microbiota, alcuni vermi intestinali possono prevenire la malattia

Un recente studio condotto presso la Langone School of Medicine della New York University ha scoperto che alcuni vermi parassiti, agendo sul microbiota umano (informalmente noto anche come «flora batterica»), sono in grado di prevenire la malattia di Crohn. A rendere pubblici i risultati è stata ieri la rivista americana Science. Questo studio potrebbe aprire un nuovo filone di ricerca sul trattamento e la prevenzione dei disturbi intestinali.

«Si tratta di una ricerca valida e ben fatta» ha dichiarato il dott. Joel Weinstock, immunologo presso la Tufts University di Boston, a dopo aver analizzato per la prima volta lo studio dei colleghi newyorkesi. «In precedenza nessuno era mai riuscito a spiegare i meccanismi alla base delle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI) in termini di variazioni della flora intestinale». Altri studi condotti in passato avevano invece dimostrato l’importanza del microbiota umano nella prevenzione e nella cura di diverse malattie umane: dall’autismo al diabete.

Trichuris trichiura. Uno studio eseguito presso la Langone School of Medicine della New York University ha scoperto che alcuni vermi intestinali contribuiscono a promuovere la crescita di microbi intestinali «buoni». Foto: Centers for Disease Control and Prevention

Trichuris trichiura. Uno studio eseguito presso la Langone School of Medicine della New York University ha scoperto che alcuni vermi intestinali contribuiscono a promuovere la crescita di microbi intestinali «buoni»

Flora intestinali e malattie infiammatorie croniche intestinale (cenni)

Un buon funzionamento dell’intestino è alla base di una buona salute. Un intestino sano offre al resto del corpo una maggiore energia, permette migliori performance fisiche e mentali ed è alla base di una salute duratura. Il canale intestinale ospita più di cinquecento tipi diversi di batteri e oltre mille e duecento ceppi virali. I batteri intestinali sono presenti quindi in numero pari a 10 volte le cellule che compongono il resto del corpo. Essi rivestono all’interno dell’intestino importanti funzioni fisiologiche quali la maturazione del sistema immunitario, la degradazione di macromolecole alimentari complesse, la depurazione dell’organismo, la produzione e l’assorbimento di vitamine e minerali.

La malattia di Crohn è una malattia autoimmune, in cui il sistema immunitario aggredisce il tratto gastrointestinale provocando l’infiammazione dello stesso. Secondo la Società Italiana Unitaria Colonproctologia, in Italia ci siano almeno 100 mila persone affette da malattie infiammatorie croniche intestinali. La malattia di Crohn si presenta prevalentemente in età giovanile (prima dei 25 anni di età) ed nella terza età (dopo i 65 anni). Nei tratti intestinali colpiti da questa malattia si hanno infiammazioni, gonfiori ed ulcerazioni che interessano a tutto spessore la parete intestinale.