Ipertensione arteriosa. Arriva in aiuto il grana padano DOP

Ipertensione, un problema che interessa oltre un terzo degli italiani

Grana padano

«Ricerche epidemiologiche dimostrano che oltre il 37% della popolazione adulta è affetta da ipertensione», ad affermarlo è il professor Giuseppe Crippa, direttore della Unità operativa di ipertensione dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza. «Il vero problema – continua il professore – è che quasi la metà di queste persone non sa di avere la pressione minima elevata e quindi non si cura adeguatamente». L’ipertensione aumenta il rischio di seri eventi cardiovascolari quali ictus, infarto del miocardio, scompenso cardiaco, ma anche di insufficienza renale. Nella maggior parte dei casi, l’ipertensione è asintomatica – tanto è vero che spesso viene definita il «killer silenzioso» – in quanto la mancanza di sintomi  spesso impedisce  un tempestivo accertamento del disturbo:  anzi, in questo senso, la mancanza di sintomi  indirettamente nuoce  alla salute.

Il grana padano  – solitamente utilizzato, grattugiato, come condimento –  è un formaggio parzialmente decremato nel corso della lavorazione.  La fermentazione di latte impiegato nella sua produzione viene indotta da un particolare batterio, il Lactobacillus Helveticus,  (batterio che viene utilizzato anche per la produzione  dell’ emmenthal, del parmigiano, del provolone e di altri formaggi altri). Il suo consumo giova, in particolare, ad  incrementare l’apporto proteico ed al raggiungimento del fabbisogno giornaliero di calcio. Sembra anche contro l’ipertensione.

Gestire l’ipertensione aggiungendo del grana nei cibi: i risultati di uno studio

«Aggiungere una piccola quantità di grana a una dieta sana ed equilibrata può offrire importanti benefici per la gestione della pressione minima alta». Questo è quanto emerge da una ricerca condotta da un’equipe di medici, coordinati dallo stesso professor Crippa e dall’Istituto di scienze degli alimenti e della nutrizione dell’università Cattolica di Piacenza. I risultati dello studio randomizzato e in doppio cieco, pubblicati sul Journal of theAmerican Society of Hypertensionsono sati presentati durante il 31° congresso dell’ American Society of Hypertension, tenutosi a New York dal 13 al 17 di maggio. Secondo i dati raccolti il team emiliano, il formaggio italiano avrebbe delle proprietà antipertensive simili a quelle di alcuni farmaci. «Lo studio dimostra che il grana padano svolge un’attività nutraceutica contro l’ipertensione senza modificare altri valori importanti per la salute, è quindi lecito pensare, come molti altri studi hanno evidenziato, che il grasso di latte e derivati non sia gravato da quel rischio cardiovascolare tipico di altri grassi d’origine animale».

La ricerca aveva preso in considerazione trenta pazienti. Questi, per due mesi (divisi in blocchi di 15 giorni) avevano  ricevuto 30 grammi, confezionati in bustine, di grana padano grattugiato. Per altri due mesi (sempre in blocchi di 15 giorni scelti in modo casuale) avevano ricevuto analoghe dosi di un’imitazione del grana padano, ugualmente confezionate in bustine identiche.  “Al momento dell’inizio della ricerca in tutti i pazienti la pressione era maggiore 140 mmHg per la sistolica e/o maggiore di 90 per la diastolica. Dopo 2 mesi di trattamento i livelli pressori si sono ridotti in modo significativo (-6 mmHg per la pressione sistolica e -5 mmHg per la pressione diastolica) e nella maggior parte dei pazienti la pressione si è normalizzata»  ha riferito il  prof. Crippa.

XII giornata mondiale contro l’ipertensione arteriosa

Ieri, domenica 22 maggio, è stata celebrata la XII giornata mondiale contro l’ipertensione arteriosa, promossa in tutto il mondo dalla World Hypertension League con lo slogan: «Conosci la tua pressione!». Vuole richiamare l’attenzione dei cittadini su questa seria patologia, che troppo spesso viene sottovalutata.