Bevande gassate

Bevande gassate: ecco perché fanno male!

Che le bevande gassate non facciano bene è cosa nota ai più. Il problema principale dipende principalmente dal loro alto apporto di zucchero, tuttavia anche quelle non zuccherate contengono delle sostanze che aumentano la probabiltà di incorrere in malattie, la maggior parte delle quali può anche portare alla morte.

Prima di entrare in argomento,  è opportuno fare una breve riflessione di carattere generale.

Sono molte le cose che non fanno particolarmente bene alla nostra salute: dall’aria inquinata, allo stare seduti tutto il giorno in ufficio, e così via.  Pur essendone consci, a volte tendiamo a generalizzare, a “fare di ogni erba un fascio” anche banalizzando alcune cose importanti, con il risultato di continuare a vivere in una condizione di “superficiale” allarmismo, ma senza poi fare alcunchè. Riteniamo che abbia senso quindi, di tanto in tanto, fermarsi e riflettere. Fermarsi a riconsiderare alcune cose che diamo per scontate o note, e cercare di coglierne l’essenza dando il giusto valore agli elementi prioritarie.

Tornando al tema delle bevande gassate, qui di seguito vi riporto una sintesi di ciò che ho concluso dopo avere compiuto una ricerca sull’argomento delle bevande gassate.

1. Le bevande gassate aumentano il rischio di prendere peso nei “posti sbagliati”

le Bevande gassate fanno male

Parlando di grasso corporeo, con l’espressione “posti sbagliati” non mi riferisco a quello delle cosce o dei glutei  (quindi non al grasso sottocutaneo), ma al grasso che si deposita attorno ad organi vitali, quali il fegato, i reni, l’intestino e lo stomaco. La sua presenza in tali zone del corpo sembrerebbe altamente correlata alla possibilità di sviluppo del diabete di tipo 2 , e di malattie infiammatorie in genere.

Secondo uno studio condotto dall’American Society of Nutrition, il bere regolarmente bibite gassate aumenta la probabilità di accumulare grasso epatico e scheletrico. E ciò costituisce un fatto allarmante, se solo si pensa che il grasso epatico in eccesso può provocare delle malattie epatiche anche negli astemi.

Il segno visibile più evidente di un eccesso di grasso viscerale è dato dalla “classica” pancia. Quindi, se hai notato un suo aumento di volume, per prima cosa, riduci sensibilmente il consumo di zuccheri: come misura “di prevenzione” consiglio di acquistare abiti, in particolare camicie e pantaloni, che non lascino spazio ai chili di troppo. In questo modo, il tenersi in forma diventa un’abitudine che, se siete bravi abbastanza da raggiungere una silhouette perfetta, vi farà ricevere anche qualche complimento.

2. Le bevande light non fanno bene

Bevande gassate

Secondo un recente studio condotto dall’Universaità del Texas, su 474 persone tenute in osservazione per nove anni e mezzo, il consumo di bevande non zuccherate comporta un’aumento medio (rispetto a chi non beve  queste cosìddette bevande light) della massa grassa nella zona del bacino del 70%. Una annotazione: quei soggetti presi in esame in questo esperimento che avevano riferito di consumare due o più bevande light al giorno, avevano  fatto registrare un’aumento medio della circonferenza della vita ben dell’ 500%.

3. Le bevande gassate non saziano

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Lo zucchero contenuto nelle bibite è composto -all’incirca- dal 50 % di glucosio, e dal 50 %  circa di fruttosio. Tuttavia il cervello “riconosce” l’assunzione del fruttosio solo quando questo viene assunto con le fibre (come, ad esempio, quando si mangia la frutta). Quando, invece, viene introdotto nell’organismo in forma liquida il fruttosio non fa scattare  nel cervello il meccanismo della sazietà,  E li nasce il problema  perchè è inevitabile che si assumano più calorie del necessario.

Recenti ricerche scientifiche dimostrano che il non prendere in considerazione le calorie ingerite con i liquidi, provoca un’aumento di peso e la crescita dell’indice di massa corporea (IMC).

4. Le bevande gasate accelerano l’invecchiamento

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Tutte le bibite – comprese  quelle light – contengono  dell’acido fosforico. L’acido solforico, conferisce alle bibite quel loro sapore caratteristico, ed eliminando batteri e muffe ne prolunga la durata.   Compromettendo l’assorbimento del calcio da parte dell’organismo, un’eccesso di acido fosforico può causare dei problemi renali, un calo della densità ossea, osteoporosi e perdita muscolare. Come non bastasse, una ricerca, condotta dalla Federation of American Societies for Experimental Biology , ha dimostrato che i topi di laboratorio trattati con elevati livelli di fosfati muoiono prima (5 settimane prima) rispetto a quelli non trattati.

Quindi, se ci tieni a vivere a lungo e ad invecchiare più lentamente, ora hai qualche informazione in più a questo riguardo.

5. Bere bibite può provocare una resistenza all’insulina

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La resistenza all’insulina causa una sindrome metabolica, ovvero una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare, la quale comprende una serie di fattori di rischio e di sintomi che si manifestano contemporaneamente.

E’ noto che il compito principale dell’insulina è di smistare il glucosio, dal sangue alle cellule “giuste”. Quando si assume troppo zucchero, il pancreas è costretto a produrre più insulina e questo determina  una insulino resistenza,  il che significa che il rilascio dell’ormone, in dosi note, produce un effetto biologico inferiore rispetto a quanto previsto. La resistenza all’insulina spesso rappresenta l’anticamera per il diabete.

6. Bere bibite contribuisce a contrarre malattie cardiache

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Le malattie cardiache o cardiovascolari, sono tra le princpali cause di morte in Italia, e spesso sono causate anche da errati stili di vita e da errate abitudini alimentari.

Attacchi cardiaci, infarto, arresto cardiaco, sono termini che sono noti ai più, e di cui preferiremmo non sentirne più parlare, ma che, però, uccidono.

Che tu ci creda o no, bere regolarmente bibite aumenta il rischio di  queste patologie.

Una   recente ricerca, pubblicata nel 2014, ha rivelato che chi tramite lo zucchero assume dal 17% al 21% di calorie, ha il 38% in più di probabilità di morire di malattie cardiache,  rispetto a chi lo assume solo nella misura dell”8%.

L’ American Heart Association consiglia alle donne di non assumere più di sei cucchiaini di zucchero al giorno. Per avere un’idea di cosa vuol dire: una lattina di bevanda gassata contiene 8-9 di cucchiaini di zucchero, il che significa che un quantità superiore al limite giornaliero raccomandato, viene introdotta nell’organismo con un’unica bevanda!

7. Le bibite zuccherate aumentano il rischio di contrarre il diabete di tipo 2

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Come già detto, bere bibite può provocare resistenza all’insulina la quale, di solito, evolve in una sindrome metabolica.

Una ricerca della Harvard School of Public Health, ha dimostrato che c’e’ una relazione indiscutibile tra l’assunzione di bevande zuccherate e lo sviluppo del diabete di tipo 2.: bere una o due bibite zuccherate al giorno aumenta del 26% la probabilità di contrarre il diabete di tipo 2 (rispetto a chi beve meno di una bibita al mese); mentre (anche) soltanto una bibita al giorno aumenta il rischio del 15%.

Ricordo che il diabete di tipo 2,  non solo,  provoca danni cardiovascolari, ai nervi, ai reni, agli occhi e ai piedi,  genera problemi uditivi, favorisce l’Alzheimer, ma compromettendo i nervi dei piedi, provoca infezioni (fino a rendere  a volte necessaria l’amputazione di piedi e gambe).

8. Esiste una correlazione tra bibite zuccherate ed Alzheimer

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A lungo si è creduto che il morbo di Alzheimer  fosse dipeso da un disordine neurodegenerativo ereditario che non può essere controllato.

Se è vero che attualmente non esiste nessuna cura decisiva contro l’Alzheimer tuttavia, come accade per altre tipologie di malattie degenerative del sistema nervoso, è anche evidente che ci sono dei sistemi per  cercare di evitarlo o di ritardarlo. La resistenza all’insulina, provocata dall’eccesso di zuccheri, è connessa così strettamente all’Alzheimer che questo in ambito medico viene anche chiamato diabete di tipo 3.  Anche una ricerca giapponese ha dimostrato inoltre, che chi soffre di diabete di tipo 2, ha più del doppio di probabilità di contrarre l’Alzheimer o altre malattie dello stesso tipo.

Penso che dovrai convenire con me: non vale la pena di perdere la testa per una bevanda gassata.

9. Esiste una relazione tra le bibite light e gravi danni cerebrali

Il dolcificante artificiale, noto anche come aspartame, che contengono molte bibite light, è  la causa di molti di problemi cerebrali, come l’epilessia, la sclerosi multipla e i tumori al cervello. Tanto è vero che a molti epilettici viene consigliato di non bere bibite light.

Quanto ai tumori al cervello, anche se non ci sono prove concrete che i dolcificanti provochino il cancro, alcuni studi dimostrano che potrebbe esserci un legame molto stretto.

10. Il colorante, presente in alcune bibite, contiene sostanze chimiche cancerogene

le bevande gassate fanno male

Se vai matto per le bibite a base di cola, preparati a cambiar idea dopo aver letto quanto segue.

Il colorante, che dà alle bevande a base di cola quel loro aspetto caratteristico, contiene due agenti contaminanti che negli animali provocano il cancro: il  2-metilimidazolo ed il 4-metilimidazolo. Infatti, una ricerca pubblicata quest’anno da PLOS ONE (la rivista scientifica della Public Library of Scienze che pubblica ricerche riguardanti tutte le discipline scientifiche)  è arrivata alla conclusione che “ci sono prove certe di attività cancerogena nei topi maschio e femmina”.
La cosa che però più colpisce, è  che il colorante in questione è utilizzato solo per fini “estetici” e non per dare gusto alle bevande.  In altri termini: esiste la possibilità che chi assume queste bevande vada incontro ad un aumentato rischio di tumore solo per questioni “estetiche”, legate all’apparenza.

Nel 2011, il California Safe Drinking Water and Toxic Enforcement Act  aveva, per legge, imposto di applicare ad ogni bibita contenente del 4-metilimidazolo, un avvertimento circa il rischio di contrarre il cancro. Da allora, sia la Coca Cola che Pepsi Cola hanno affermato di essere passate ad un colorante che non contiene 4-metilimidazolo.

Purtroppo mi risulta , però, che al di fuori della California, la Pepsi Cola continui ad utilizzare questo colorante nella sua bevanda con le bollicine.

11. Lo zucchero contenuto nelle bibite può causare dipendenza

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Chiunque abbia a che fare con dei bambini sa benissimo quanto -in termini di assunzione di zuccheri- gli eccessi  siano più frequenti di quanto i genitori vorrebbero.

Lo zucchero attiva il rilascio di quel particolare neurotrasmettitore chiamato dopamina, che ci fa sentire bene. È lo stesso che crea il piacere e la dipendenza dalla cocaina. E ciò spiega perché sia così difficile rinunciare allo zucchero, anche se ben sappiamo che troppo fa male.

Associare lo zucchero alla cocaina è – per tanti versi – come accostare la pioggia al diluvio universale. Ed è vero.  Vi invito, però, ad osservare gli effetti che lo zucchero ha sulla vostra sensazione di benessere; su come questa svanisca dopo un paio di ore; su come sia estremamente difficile liberarci da questa apparentemente innoqua dipendenza  (ed è appunto su quella “apparentemente innoqua” che focalizziamo un’altro nostro articolo).

12. Le bevande gassate danneggiano gravemente i denti

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L’acido fosforico di cui abbiamo accennato sopra, interferisce con l’assorbimento del calcio e può provocare osteoporosi,  ma è anche molto dannoso per i denti.

Questa sostanza infatti, può provocare decomposizione, carie, problemi alle gengive, problemi ai denti e (perfino) la caduta dei denti stessi. Una ricerca pubblicata sulla rivista General Dentistry, dimostra che i danni alla bocca provocati dalle bevande gassate sono altrettanto gravi – ma qualche volta anche più gravi – di quelli provocati da un lungo periodo di consumo di droga. La stessa ricerca, riferisce di una donna a cui erano stati tolti tutti i denti a causa di un eccessivo consumo di bevande gassate. Se credete che tutto questo sia un’esagerazione, parlatene con il vostro dentista.

Lo spiega bene Mohamed A. Bassiouny, PhD, autore della ricerca “Tutti coloro che hanno sofferto di decomposizione dei denti avevano consumato droghe contenenti alti livelli di acido: metanfetamina, crack o bibite gassate”.

13. Alcune bibite contengono dei ritardanti di combustione fortemente tossici

le bevande gassate fanno male

Avete mai sentito parlare di ritardanti della combustione?  N0? Negli oggetti a che sono a rischio d’incendio, come  divano o  lenzuola,  sono normalmente presenti dei ritardanti di combustione.

Siete al corrente che anche molte bibite, soprattutto quelle aromatizzate agli agrumi, contengono  dei ritardanti della combustione sotto forma di olio vegetale bromurato (OVB)?

L’OVB,  viene utilizzato  nelle bibite per evitare che svanisca il loro aroma. Secondo una ricerca condotta dal professor Horowitz, un’eccessivo consumo di queste bevande può causare bromismo (un’intossicazione caratterizzata da disturbi a carico del sistema nervoso e del tratto gastro-intestinale), alterazioni cutanee, disfunzione di alcune ghiandole a secrezione esterna (lacrimali, salivari, ghiandole bronchiali, ecc.).

Questa sostanza è vietatissima in Europa e Giappone. E grandi marchi come Gatorade hanno rinunciato a usarlo. Ma non tutti ne hanno seguito l’esempio: il 10% delle bevande energetiche vendute negli Usa contiene ancora olio vegetale bromurato.

14. Le lattine vengono colorate con una resina collegata alla sterilità

Forse hai  giò sentito parlare della resina epossidica chiamata Bisfenolo A (o BPA). Spesso le lattine sono rivestite col BPA, che agisce da barriera per impedire il contatto tra il metallo e la bibita. Il BPA è un estrogeno sintetico collegato al diabete, alla sterilità e ai tumori agli organi riproduttivi. Sia la Coca Cola che la Pepsi stanno lavorando a delle confezioni senza BPA, ma non risulta che ancora si siano impegnate a produrre lattine senza BPA. E’ preferibile, quindi, cercare di mangiare cibi freschi o di consumare le bevande che sono contenute in bottiglie di vetro, piuttosto che “in scatola”. Si spera che, per il rivestimento interno dei contenitori dei loro prodotti, i produttori svilupperanno e utilizzeranno alternative sane al BPA,

15. Gli effetti collaterali del mais OGM sono sconosciuti

La maggior parte delle bibite gassate (e non solo quelle), dato che è molto meno costoso di quello di zucchero di canna, contiene un alto quantitativo di fruttosio prodotto dallo sciroppo di mais. Non ci sono prove che il fruttosio prodotto dallo sciroppo di mais sia più pericoloso dello zucchero di canna: dobbiamo preoccuparci del fatto che quasi il 90% del mais sia modificato geneticamente (OMG) per resistere ai pesticidi ?.  Ancora non si sa se i “raccolti OGM” provochino effetti collaterali negativi, ma alcune ricerche li hanno collegati alla sterilità, allo sviluppo dei tumori ed a dei danni all’apparato digerente. La comunità scientifica non è arrivata a una conclusione unanimemente accettata, per cui la domanda resta: perché rischiare?

16. La bibite light inquinano l’acqua

L’essere umano non può assimilare i dolcificanti artificiali contenuti nelle bibite light. E già questa, dovrebbe essere una ragione sufficiente per smettere di berle.  Ma non solo. Questi dolcificanti  artificiali sono pure dannosi per l’ambiente. Quando li espelliamo attraverso l’urina, questi finiscono nei corsi d’acqua, inquinando laghi e fiumi. Un’indagine condotta nel 2009, ha dimostrato come queste sostanze abbiano già inquinato le falde aquifere di 19 stati americani.

17. Le bibite non hanno nessun nutriente

Se ce ne fosse ancora bisogno, ecco un’ultimo motivo per smettere di bere bevande gassate: queste non contengono alcun nutriente. In parole povere, sono solo lattine riempite di calorie e di sostanze tossiche ed inquinanti che non fanno bene alla salute. Anche il peggiore dei junk food contiene almeno un qualche ingrediente salutare. Le bevande gassate no. Quali benefici allora nel consumare queste bevande? Nessuno! Probabilmente solo una magra sensazione di piacere (ricordate quanto detto sopra riguardo allo zucchero, alla dopamina…e alla cocaina?).

Come smettere di bere (bevande gassate)

Purtroppo è difficile cambiare le proprie abitudini, soprattutto laddove  si è in presenza di sostanze che creano un dipendenza che vi “rema” contro. Come con il tabacco o con la cocaina, così con lo zucchero: il richiamo del piacere generato dalla dopamina è forte e smettere non è semplice.

Eccovi alcuni suggerimenti che, assieme alla forza di volontà, possono aiutarvi a liberavi da questa fastidiosa e pericolosa dipendenza:

  1. Non smettere di colpo. Se bevi più di una lattina al giorno, è difficile smettere di colpo. E’ meglio iniziare con un programma di riduzione graduale.
  2. Cambia la tua routine quotidiana. Evita di fare le pause lavorative davanti al distributore di bevande gassate o di tenerne il frigo pieno per gli amici (eh? non oserai mica offrire queste sostanze ai tuoi amici?)
  3. Sostituisci la tua bevanda gassata preferita con qualche cosa di simile  e che ti piace, come del tè, dell’acqua minerale con un pò di limone o  con del latte .
  4. Trovati altri stimoli per ricaricarti di energia. Il nuovo stimolo potrebbe essere, un’attività come chiacchierare con il collega, una passeggiata.
  5. Tieni traccia di quello che bevi (e mangi). Questa è un’ottima abitudine per prendere coscienza delle proprie abitudini alimentari. Io utilizzo un‘app sul mio Iphone, che consiglio a tutti: si chiama MyFitnessPal  ed è gratuita.
  6. Poniti un’obiettivo chiaro, preciso e misurabile: non “cercherò” o “ma..se..”,  ma piuttosto un programma fatto di “farò”, arriverò”!

Certo è difficile rinunciare al cibo o alla bevanda preferiti, ma fatti un favore: rinuncia a loro, ai loro 17 effetti negativi ed incomincia a vivere meglio!

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