Settimana mondiale del cervello: differenze di genere nei malati di Alzheimer

Il genere può giocare un ruolo significativo nei sintomi iniziali del morbo di Alzheimer. Secondo alcuni ricercatori che hanno studiano il deterioramento cognitivo lieve all’inizio della malattia mettendo a confronto pazienti di sesso femminile con quelli di sesso maschile, hanno scoperto che le donne hanno generalmente una migliore memoria verbale.

Secondo il Dott Erin Sundermann dell’Albert Einstein College «Un modo per interpretare i risultati è che, poiché le donne hanno sempre una migliore capacità di memoria verbale rispetto agli uomini durante tutto il corso della loro vita, è possibile che questo vantaggio si dimostri anche durante il corso della malattia dell’Alzheimer».

Poiché i test di memoria verbale vengono utilizzati per diagnosticare le persone che hanno un inizio di malattia, mostrando un lieve deterioramento cognitivo, queste prove potrebbero non rilevare l’inizio della malattia nelle donne fino a quando il decadimento non è già avanzato.

I ricercatori hanno dunque in programma di creare delle prove che si basino anche sul test del paziente per migliorare l’accuratezza della diagnosi in fase preliminare.

Anche se il numero maggiore di pazienti affetti dal morbo dell’Alzheimer è di sesso femminile, anche il numero di uomini sta aumentando. Le ultime analisi hanno mostrato che nel 2010, il 33% di chi entrava in una casa di cura affetto da Alzheimer era di sesso maschile. Questo numero nel 2014 ha raggiunto la percentuale del 35%.

L’Alzheimer è una malattia efferata sia per colui che la contrae, sia sui suoi cari. Di certo, aumentare la comprensione della malattia e i modi e le differenze in cui si presenta sui pazienti maschili e femminili ha diversi vantaggi. Tra questi, saper gestire al meglio la malattia, sapendo soprattutto che non esiste un “protocollo” universale per come si presenta e come va assistito il paziente. La cosa migliore è occuparsi dei casi in maniera personale e unica.