Esercizio fisico e memoria negli anziani: risultati di un recente studio

Elevati livelli di attività fisica paiono essere in grado di ritardare, negli anziani, il declino cognitivo e di rafforzarne la memoria : sono questi i risultati di una ricerca americano che sono stati pubblicati ieri sulla rivista Neurology.

I ricercatori, guidati dal prof. Clinton B. Wright dell’università di Miami, hanno scoperto che un regolare esercizio fisico a livelli medio-elevati  da parte di soggetti anziani, protegge meglio il loro cervello e li aiuta a preservare più a lungo le capacità cognitive.

La ricerca ha coinvolto un totale di 876  persone. Il professor Clinton B. WrightIl  ha dichiarato alla rivista Bioscience Technology che il più grande contributo che questo studio ha portato alla comunità scientifica é la constatazione che «gli anziani che nel tempo libero svolgono più attività fisica hanno minor declino delle memoria e delle capacità cognitive».

Quando la ricerca ha avuto inizio,  gli anziani esaminati dai ricercatori avevano in media 63 anni.  Allora furono poste loro delle domande al riguardo della loro abituale attività fisica. Circa sette anni dopo, all’età di circa 71 anni, gli stessi sono stati sottoposti  a dei test di memoria e di ragionamento,  ed anche ad una risonanza magnetica.

All’inizio delle ricerca – all’età di sessantatre anni – la maggior parte (circa il novanta percento) dei soggetti analizzati, sulla base delle risposte ricevute erano stati classificati dai ricercatori come persone “fisicamente moderatamente attive“. Il restante dieci percento, invece, era stato qualificato come persone “fisicamente molto attive“, amanti di attività sportive più o meno intense, come la corsa, la ginnastica e attività sportive mirate al miglioramento della forza fisica.

Il team del dott. Wright, dopo aver analizzato i risultati dei test sulle capacità cognitive e sulla memoria, ha rilevato che, a settantun anni, il gruppo di anziani “moderatamente attivo”, mostrava un peggioramento delle proprie capacità cognitive e di memoria  (dovuto all’avanzare dell’età), pari a dieci anni di invecchiamento in più, di quello del secondo gruppo, quello dei “fisicamente molto attivi”.

Il dott. Wright ha, però, anche precisato che i risultati del suo studio non indicano affatto che una attività fisica moderata non porti a dei benefici per la mente (lo studio, infatti, non includeva anche un terzo gruppo, quello dei “sedentari” con cui fare anche il confronto), ma che indicano solo che un’attività fisica più intesa sembra avere migliori effetti sulla mente ed in particolare sulla memoria.

Va detto che, come spesso accade, anche questo studio ha delle limitazioni, la principale è che i risultati ottenuti si basano sulle dichiarazioni degli anziani stessi, che potrebbero essere inaccurate o non veritiere.

immagine: Ape Lad / CC (BY-NC-ND)