Infarto miocardico acuto: giovani sempre più colpiti

Nei paesi sviluppati, l‘infarto miocardico acuto è una delle maggiori cause di morte. Secondo una recente analisi dell’ISTAT,  nel nostro paese, circa il  12% delle morti può essere ricondotta a delle cardiopatie ischemiche.

Nonostante vengano ampiamente pubblicizzate informazioni chiare e comprensibili sui suoi fattori di rischio, non è per nulla in calo, né in Italia né negli in altri paesi sviluppati,  il numero di vittime  di  questa patologia.

In occasione di una intervista, un cardiologo del Gates Vascular Institute, il dottor Vijay Iyer,  ha dichiarato a questo proposito:«assistiamo ad un crescente numero di giovani pazienti a cui viene diagnosticato un attacco di cuore. La maggior parte di questi ha una predisposizione famigliare; ma, oltre a questo, spesso si è in presenza anche di fumatori sin dalla giovane età,  e di obesi».

L’obesità, secondo un recente studio condotto da ricercatori  della Cleveland Clinic, gioca un ruolo fondamentale nel quaranta percento dei casi dei casi di infarto.  Gli autori di questo studio – che   ha interessato 3.900 persone colpite da infarto dal 1995 al 2014 – hanno  rilevato, inoltre,  un calo dell’età media in cui si verificano infarti con conseguenze mortali: è passata da 64 anni a 60, il che è estremamente preoccupante, specie in un contesto in cui  é in aumento l’aspettativa media di vita.

La popolazione dei paesi sviluppati «presenta un alto tasso di obesità, di diabete e, ancora oggi, molte persone fumano parecchio: sono tutti dei fattori di rischio d’infarto. Noi dobbiamo essere più vigili e più attenti nel sensibilizzare– soprattutto i giovani- sui i rischi a cui vanno incontro», ha concluso il dottor Iyer.

Infarto miocardico (cenni)

L’ischemia  miocardica  è lo stato di sofferenza del muscolo cardiaco  che non  viene sufficientemente irrorato. L’ischemia è transitoria e reversibile. L’infarto  miocardico, invece, è un’interruzione totale del flusso del sangue al cuore che persiste nel  tempo, che è  stabile ed irreversibile. Le occlusioni coronariche, sono causate spesso dell’arterosclerosi, ovvero la perdita di elasticità dei vasi sanguigni dovuta alla formazione di una placca (indurimento, circoscritto, delle pareti del vaso). Una altra (rara) forma di infarto è legata ad un intenso spasmo che contrae con molta forza una coronaria. Altre cause d’infarto, possono  essere delle infiammazione delle arterie, oppure  dei forti traumi toracici.

I principali fattori di rischio di infarto sono:

  • l’età:
  • il colesterolo elevato;
  • la pressione minima alta;
  • il diabete;
  • l’obesità;
  • la famigliarità;
  • l’uso di droghe, quali cocaina …;

Per prevenire i rischi d’infarto, il Ministero della salute raccomanda;

  • di seguire un’alimentazione sana, ricca di fibra, con pochi grassi, con pochi sali e zuccheri aggiunti;
  • di limitare il consumo di alcolici;
  • di mantenere una condizione di normo-peso, quindi, di ridurre il proprio peso se si è obesi o in sovrappeso;
  • di praticare  una regolare attività fisica aerobica;
  • di non fumare;
  • di imparare a gestire le situazioni di stress.

Come detto, queste regole  basilari  sono semplici e note ai più.

Allora perché l’infarto colpisce sempre di più, e sempre di più in giovane età?

immagine: Thomas Hawk CC /( BY-NC )