infelicità e malattie

Infelicità e malattie: essere tristi non uccide

Secondo uno studio pubblicato il 10 dicembre scorso sulla rinnovata rivista americana The Lancet, non pare esserci una correlazione tra felicità e longevità o migliori condizioni di salute.

Lo studio, che per dieci anni ha tenuto sotto osservazione mezzo milione di donne inglesi di mezza età, smentisce quindi un luogo comune molto diffuso.

«Buone notizie per le persone scontrose e irrequiete», sostiene il dottor. Richard Peto, autore del paper e professore di statistica ed epidemiologia alla University of Oxford.

La diffusa convinzione che, stress ed infelicità causino malattie, spesso ci porta ad addossare delle colpe agli ammalati, nella errata convinzione che possano creare dei disturbi anche su di noi; oppure ci fanno sentire il bisogno di rallegrare gli altri. Questo studio dimostra, invece, che queste preoccupazioni sono quindi prive di riscontri scientifici.

«Non è bello credere a cose che non sono vere», ha commentato in un’intervista il professor Peto, “già ci sono abbastanza notizie allarmistiche sulla salute, senza andare ad aggravare la situazione”.

Questo studio non solo smentisce un importante luogo comune sull’infelicità; ma punta il dito verso tutti studi passati che suggerivano che l’infelicità facesse ammalare le persone, quando la realtà è diversa. L’errore che spesso veniva commesso in passato era quello di scambiare tra di loro causa ed effetto: infatti è la malattia che causa infelicità, non il contrario.

I risultati di questo studio si basano su dei questionari e su dei documenti ufficiali relativi 500 mila donne di età compresa tra i cinquanta ed i sessantanove anni, che sono state tenute sotto osservazione dal 1996 al 2001. Nei questionari che erano stati loro sottoposti, era stato chiesto quanto spesso fosse loro capitato di sentirsi felici, quanto spesso avessero tenuto sotto controllo la situazione, si fossero rilassate o stressate. Era poi stato loro chiesto di indicare quali fossero i disturbi della loro salute, dall’ipertensione al diabete, dalla depressione all’ansia.

Dall’esame statistico di tutte queste risposte è quindi risultato che l’infelicità e lo stress non sono associati ad un aumentato rischio di morte nelle donne. Al momento non è, però, chiaro se tali conclusioni possano valere anche per gli uomini.

Foto flickr: di  masha_k_sh, distribuita secondo la licenza Creative Commons (BY-NC-ND)