integratori alimentari contenenti cromo III

Gli integratori con cromo potenzialmente nocivi

Brutte notizie dall’Australia per chi fa uso di integratori alimentari contenenti cromo trivalente (Cr3+ o Cr(III)).

A creare preoccupazione tra gli esperti ci sarebbero una serie di risultati sperimentali che supportano l’evidenza che il cromo, nella sua forma trivalente, una volta entrato nel organismo, potrebbe essere parzialmente convertito in cromo esavalente, che è cancerogeno.

Un gruppo di ricercatori australiani ha trattato delle cellule di grasso animale con Cr3+ e poi creato la mappa di ogni elemento chimico contenuto all’interno delle cellule stesse. Questa mappa ha evidenziato che le cellule avevano convertito parte del Cr3+ in Cr6+, la forma cancerogena.

Per chi avesse visto il film con Julia Roberts “Erin Brockovich – Forte come la verità”, il Cr6+ è quello che ha inquinato l’acqua della città californiana di Hinkley per oltre 30 anni.

Benché la ricerca sulla necessità di integrare l’alimentazione umana con cromo trivalente sia ancora scarsa, gli integratori di questo oligoelemento sono comunemente impiegati per il trattamento di disturbi metabolici come il diabete di tipo 2.

Grazie all’azione di questo oligominerale sul glucosio e sul metabolismo dei grassi, il cromo trivalente è anche presente negli integratori alimentari utilizzati per perdere peso o aumentare la massa muscolare. Questi ultimi possono contenere sino a 500 µg di Cr3+ per tavoletta.

«I fatti evidenziano che ci sono pochi benefici ad assumere Cr3+ in piccole dosi, ma che assumerlo in dosi elevate e per lunghi periodi di tempo è potenzialmente dannoso», spiega la dottoressa Lindsay Wu, della Scuola di Scienza Medica dell’Università del New South Wales e co-autrice della pubblicazione.

«Non possiamo dire per certo che c’è un aumento del rischio di cancro, ma il semplice fatto che il cromo trivalente possa convertirsi nella forma cancerogena è motivo di preoccupazione», conclude la stessa Wu.

Negli Stati Uniti, l’US National Academy of Sciences definisce “sicuro” un consumo giornaliero di cromo minore o uguale a 200 µg. In Australia, invece, il National Health and Medical Research Council sino ad ora riteneva sicuro un consumo di cromo di 25-35 µg al giorno, ma, alla luce di questa ricerca, in un futuro prossimo potrebbe abbassare la soglia.

«Con carenza di dati che supportino l’efficacia del cromo come integratore alimentare, questi risultati dovrebbero far pensare due volte prima di assumere integratori contenenti dosi elevate di cromo», ha dichiarati il professor Lay, docente presso l’Università di Sydney e co-autore della ricerca.

Foto: epSos.de / CC (BY)