La dieta paleolitica ei fattori di rischio metabolici La dieta paleolitica ei fattori di rischio metabolici

Dieta Paleo e fattori di rischio metabolici

La cosiddetta dieta Paleo (o Paleodieta) ha acquisto, negli ultimi dieci anni, una grande popolarità per  i  benefici effetti alla  salute che essa promette.

Questa dieta si caratterizza per essere in contrasto con molti luoghi comuni sui “regimi alimentari equilibrati”: anche con la cultura (predominante in Italia) su cui si basa la cosiddetta dieta “mediterranea”.

Fondandosi su una teoria alquanto singolare, la dieta Paleo ha suscitato molta curiosità nella comunità scientifica internazionale ed ha prodotto, di conseguenza,  molti studi e ricerche accademiche.

In questo articolo illustro i risultati di una meta-analisi  incentrata sugli effetti che la dieta Paleo ha sulla sindrome metabolica: la meta-analisi è un metodo statistico utilizzato allo scopo di integrare i risultati di diversi studi clinici e, quindi, mirata ad ottenere un unico indice quantitativo di stima che permetta di trarre conclusioni più forti, più complete, di quelle traibili  dall’analisi di ogni singolo studio clinico1)Meta-analisi, https://it.wikipedia.org/wiki/Meta-analisi.

Cos’è la sindrome metabolica?

Nota anche come sindrome da insulino-resistenza, sindrome di Reaven, sindrome dismetabolica, ma anche con altri nomi – per sindrome metabolica  si intende quella legata ad un gruppo di fattori di rischio dipendenti dal sovrappeso e dall’obesità. Questi fattori, che includono l’obesità addominale, la glicemia alta, l’ipertensione, i trigliceridi alti, il colesterolo HDL (quello buono) basso, aumentano la probabilità di contrarre malattie cardiache, ictus, diabete e simili problemi alla salute2)Sindrome metabolica, http://www.farmacoecura.it/prevenzione/sindrome-metabolica-sintomi-cause-rimedi/.

In Italia, la sindrome metabolica interessa circa il 25% degli uomini e circa il 27% delle donne. Sono numeri altissimi, che corrispondono a circa 14 milioni di persone3)Sindrome metabolica, https://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_metabolica#cite_note-a-14.

Sembrerebbe che una dieta ricca di cibi elaborati possa essere una delle principali cause dell”insulino-resistenza di molte infiammazioni4)Pathophysiology of insulin resistance in human disease, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/76243915)Origins and evolution of the Western diet: health implications for the 21st century, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15699220.

Sotto  questo aspetto, tutte le diete che privilegiano l’alimentazione a base di cibi integrali e non elaborati, come la dieta Paleo, possono migliorare la salute  delle persone con la sindrome metabolica.

Ricerca sui regimi alimentari e la sindrome metabolica

Un gruppo di ricercatori internazionali, guidato dal dott. Eric W Manheimer, ha eseguito una meta-analisi di studi randomizzati controllati,  mettendo a confronto la dieta Paleo con altri regimi alimentari6)Paleolithic nutrition for metabolic syndrome: systematic review and meta-analysis, http://ajcn.nutrition.org/content/early/2015/08/12/ajcn.115.113613.abstract.

Dopo aver combinato ed elaborato statisticamente i risultati di 4 precedenti studi indipendenti eseguiti su un totale di 159  persone 7)Beneficial effects of a Paleolithic diet on cardiovascular risk factors in type 2 diabetes: a randomized cross-over pilot study, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19604407/ 8)A Palaeolithic diet improves glucose tolerance more than a Mediterranean-like diet in individuals with ischaemic heart disease, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17583796 9)Favourable effects of consuming a Palaeolithic-type diet on characteristics of the metabolic syndrome: a randomized controlled pilot-study, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25304296 10)Long-term effects of a Palaeolithic-type diet in obese postmenopausal women: a 2-year randomized trial, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/24473459 i ricercatori hanno cercato di dare una risposta alla domanda “La dieta paleolitica migliora i fattori di rischio metabolici?

Riporto, in sintesi,  le conclusioni a cui sono giunti questi ricercatori.

1) Miglioramento della composizione corporea

Il corpo umano è costituito più elementi. Tuttavia, quando si parla di composizione corporea ci si riferisce, in genere, a due elementi costituenti il corpo stesso: la massa grassa (FAT) e le massa magra (FFM).

Massa grassa è il peso del solo grasso sottocutaneo e periviscerale dell’organismo. Massa magra è il peso di tutti gli altri componenti organici e cioè: il minerale osseo, il glicogeno epatico, le proteine muscolari, i sali minerali, ma soprattutto l’acqua. L’acqua, da sola, costituisce, in condizioni normali, circa il 73 % della massa magra 11)LA COMPOSIZIONE CORPOREA, http://www.torrinomedica.it/studio/CompoCorpo.asp.

Secondo  quanto è risultato dalla ricerca in questione, rispetto alle diete più tradizionali, la dieta Paleo porta ad un miglioramento della composizione corporea, cioé ad una riduzione del grasso corporeo12)Effects of a short-term intervention with a paleolithic diet in healthy volunteers, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17522610 13)A Palaeolithic-type diet causes strong tissue-specific effects on ectopic fat deposition in obese postmenopausal women, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23414424.

Dai risultati di questo studio è emerso, in particolare, che rispetto ad altri regimi alimentari, nel breve termine la dieta Paleo porta (in media) ad una riduzione del peso (-2,6 kg), ad una riduzione della ciconferenza della vita (2,3 cm) 2)  e ad una riduzione (lieve) del rischio di malattie cardiache.

Il gruppo sperimentale che basava la sua alimentazione sulla dieta Paleo ha  avuto  – rispetto al gruppo di controllo  – una diminuzione  dei fattori di rischio di malattie cardiache:

  • trigliceridi: -0.40 mmol / L;
  • pressione arteriosa sistolica: -3,64 mmHg;
  • pressione diastolica: -2,48 mmHg.

E’ emerso anche un lieve miglioramento dei livelli di colesterolo HDL(buono) e della proteina C-reattiva.

Altri studi indipendenti14)Metabolic and physiologic improvements from consuming a paleolithic, hunter-gatherer type diet, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19209185 15)Effects of a short-term intervention with a paleolithic diet in healthy volunteers, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/17522610 16)A Palaeolithic-type diet causes strong tissue-specific effects on ectopic fat deposition in obese postmenopausal women, http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23414424 hanno fornito risultati simili.

3) Miglioramento(lieve) nel controllo dei livelli di glicemia

 

Al di fuori delle stato di chetosi (che si verifica, ad esempio,  nei casi di digiuno prolungato e di dieta chetogenica) il glucosio ematico è l’unico substrato energetico utilizzabile dal cervello .

Per assicurare il normale apporto energetico al cervello  è importante mantenere costante  il livello di glicemia: a differenza di altri organi e dei muscoli, il cervello non è in grado di immagazzinare riserve di glucosio dalla cui disponibilità dipende direttamente.

Valori troppo alti o troppo bassi di glicemia sono potenzialmente pericolosi per l’organismo umano e, se protratti per lunghi periodi, possono portare a delle conseguenze molto gravi (coma, e diabete).

Il sistema di regolazione  della glicemia è mediato principalmente dall’azione di due ormoni: l’insulina ed il glucagone17)Glicemia e dimagrimento, http://www.my-personaltrainer.it/glicemia.htm : la dieta Paleo pare portare a significative riduzioni sia di insulina che glucagone  (anche se, va precisato rispetto alle diete seguite dal gruppo di controllo,  la variazione di questi due ormoni non è stata significativa .

Anche un’altro studio indipendente 18)http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19209185 ha dimostrato che una dieta Paleo comporta simili miglioramenti nel controllo della glicemia.

La dieta paleo e la sindrome metabolica

La dieta Paleo e i fattori di rischio metabolici

Ci sono diverse ragioni per cui, con la dieta Paleo, si possono ottenere più benefici  rispetto ad altre fondate su regimi alimentari convenzionali:

  • contiene pochi carboidrati AIG (ad Alto Indice Glicemico), i quali sono responsabili del rapido innalzamento della concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia), evento che scatena il meccanismo perverso dell’insulina19)Carboidrati ad alto indice glicemico, http://www.cibo360.it/alimentazione/chimica/macronutrienti/carboidrati/carbo_aig.htm;
  • basandosi esclusivamente su alimenti integrali, tra cui frutta e verdura, non contiene prodotti alimentari trasformati;
  • non prevede l’utilizzo di oli vegetali raffinati, oli che sono ricchi di grassi omega-6.

Limiti della ricerca sui risultati dell dieta Paleo

La dieta Paleo e i fattori di rischio metabolici

La meta-analisi  su cui si basa lo studio sopra richiamati  sia uno strumento molto potente,  è uno strumento che ha anche dei  limiti. In questo caso. i  principali limiti della ricerca sono  costituiti  dal fatto che:

  • gli studi sono stati eseguiti su piccoli campioni di individui in limitati periodi temporali;
  • la dieta Paleo a cui fanno riferimento gli studi, non necessariamente rispecchia la “tipica” dieta Paleo dell’individuo medio;
  • I  tempi di utilizzo  delle diete (Paleo  e quelle del gruppo di controllo)  che questo studio aveva preso in esame avevano delle durate variabili tra le due settimane ed i  sei mesi;
  • Una delle quattro complessive ricerche analizzate ha, rilevato  dei peggioramenti dovuti alla dieta Paleo: perciò anche se  nel complesso, mediamente, questo regime alimentare ha mostrato dei benefici non lo ha fatto in modo uniforme.
  • Tali studi si sono limitati ad analizzare dei dati scientifici, ma nessuno di loro ha preso in considerazione in considerazione gli effetti sulla qualità della vita dei partecipanti ai test.

Brevi osservazioni conclusive

Per quanto attiene alla sindrome metabolica, lo studio ha rilevato che una dieta Paleo può avere moderati benefici.

Gli autori di questi studi  ritengono che, prima di poter dare raccomandazioni sull’utilizzo di  tale regime alimentare, sia necessario acquisire ulteriori elementi.

E’ discutibile il fatto (previsto dalla dieta Paleo) che sia necessaria, quando non addirittura vantaggiosa, l’eliminazione dalla dieta dei cereali e de latticini.

A parte ciò,  non mi pare si possa mettere in dubbio che è sempre preferibile evitare gli alimenti  troppo elaborati, e che sia più salutare mangiare quanto più possibile cibi integrali.