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Dieta Paleo: 5 regole su cui fare una riflessione

Negli ultimi anni la dieta Paleo ha ricevuto parecchia attenzione mediatica. Così come era accaduto in passato per la dieta Crossfit e la dieta Atkins, anche sulla paleodieta se ne sono sentite “di cotte e di crude”.

A causa dell’acceso dibattito sulla paleodieta nonché degli interessi commerciali che ne stanno alla base non è facile trovare recensioni e opinioni disinteressate sull’argomento.

Questo fatto mi ha spinto a fare un ricerca per conto mio, cercando informazioni da quanti più fonti possibili al fine di arrivare a farmi un’opinione sull’argomento. Quelli che seguono i miei appunti e le mie riflessioni sulla paleodieta.

Cos’è esattamente la dieta Paleo?

Dieta Paleo: 5 regole su cui fare una riflessione

Il nome “dieta Paleo” deriva da paleolitico, il primo periodo dell’età della Pietra, la fase dell’evoluzione umana in cui si iniziarono a costruire e usare utensili ricavandoli da pietre, legno, corno, ossa e conchiglie animali.  Al periodo paleolitco fanno seguito quello Mesolitico e Neolitico. Stiamo quindi parlando di un lasso temporale che va da due milioni e mezzo di anni fa all’8.000-5.000 a.C.

La dieta Paleo, anche nota come dieta dei cavernicoli si fonda sull’idea che la nostra dieta dell’uomo contemporaneo dovrebbe essere molto simile alla dieta dei nostri antenati del Paleolitico. Il principio alla base della Paleo è che dovremmo mangiare quello che possiamo raccoglie o cacciare in natura e che tutto il resto andrebbe evitato.

Le condizioni da rispettare in questa dieta sono1)What to eat on the Paleo Diet, http://thepaleodiet.com/what-to-eat-on-the-paleo-diet/:

  • Ok alla carne di animali erbivori, pesci non di allevamento, uova, noci, semi, frutta, verdura e oli naturali;
  • No ad alimenti trattati, legumi, latticini, patate, sale, zuccheri raffinati e oli vegetali.

A prima vista, la dieta Paleo pare essere salutare. In fin dei conti ti porta ad assumere alimenti integrali e non trattati e a bandire tutto il fast food e junk food che è facilmente ed esclusivamente consumabile solo nell’ultima decina di anni.

Secondo i fautori della Palo, l’uomo moderno dovrebbe mangiare come i nostri antenati in quanto, dal punto di vista genetico e fisiologico, nelle ultime migliaia di anni non è cambiato molto. Di conseguenza neppure la dieta dovrebbe esserlo.

I sostenitori della paleodieta ritengono che non ci siano valide ragioni fisiologiche a supportare il drastico cambiamento dell’alimentazione avvenuto in tempi relativamente recenti rispetto a quelle che erano le abitudini nel periodo Paleozoico, quando ancora non esisteva l’agricoltura e l’allevamento.

Questa presa di posizione così estrema ovviamente non poteva non attrarre critiche. La prima delle quali legata al fatto che che i paleodietologi non tengono conto del progresso culturale, sociale e tecnologico della società e dell’uomo moderno rispetto ai nostri antenati ominidi.

Altri2)Don’t Eat Like a Caveman, http://www.foodsafetynews.com/2012/01/dont-eat-like-a-caveman/ sostengono che si tratti solo di una moda passeggera. Di seguito riporto 5 regole della dieta Paleo che trovo per lo meno questionabili.

a) Mangiare come i nostri antenati

Dieta Paelo: 5 regole su cui fare una riflessione

La regola base della dieta Palelo è di mangiare quanto mangiavano i nostri antenati. Ma questo ha veramente senso?

Secondo la rivista americana Scientific American la risposta no: “Non siamo identici, dal punto di vista biologico, ai nostri antenati del Paleolitico, e non abbiamo accesso agli alimenti di cui si nutrivano3)How to Really Eat Like a Hunter-Gatherer: Why the Paleo Diet Is Half-Baked , http://www.scientificamerican.com/article/why-paleo-diet-half-baked-how-hunter-gatherer-really-eat/.

Per cominciare, le verdure che conosciamo e mangiamo tutti i giorni non sono quelle che avevano a disposizione dei nostri antenati, ma sono di specie diverse, spesso modificate per essere più appetibili e attraenti (si pensi al contenuto di semi nei limoni, nelle mele ed in altri frutti in commercio).

Bisognerebbe allora andare alla ricerca di cibi selvatici. Ma chi è in grado di cercasi i cibi selvatici? E di riconoscerli? Probabilmente poche persone se non nessuno.

E che non sappiamo destreggiarci nella flora per raccogliere bacche e frutti selvatici è semplicemente il frutto dell’evoluzione: abbiamo eliminato la necessità di andare alla ricerca di cibo nella foresta, così possiamo concentrarci su attività mentali di livello superiore.

Non è pensabile di ignorare il fatto che i bisogni (primari, materiali, sociali intellettuali e spirituali) dell’uomo sono radicalmente cambiati negli ultimi 10,000 anni.

Dieta Paleo e territorio

Dieta Paleo: 5 regole su cui fare una riflessione

Non esiste un concetto di dieta preistorica che possa essere uguale e buona per tutti. Basti pensare ad i nostri antenati che vivevano a qualche centinaio di chilometri dal mare o a quelli che vivevano alle alte latitudini.

I primi probabilmente non avranno mai mangiato pesce di mare in vita loro, mentre i secondi non avevano di certo accesso ai frutti tropicali.

I nostri antenati poi non facevano viaggi intercontinentali e neppure si spostavano di centinaia di chilometri al giorno.

E’ evidente quindi che diventa difficile trovare una logica nel coniugare abitudini di vita paleolitiche con la mobilità del giorno d’oggi. E sarebbe superficiale, se non addirittura rischioso, mettersi a seguire una che non tengano conto del contesto territoriale in cui viviamo.

b) Evitare i cereali integrali e legumi

Dieta Paleo: 5 regole su cui fare una riflessione

Secondo la dieta Paleo, il pane raffinato, il riso bianco, i dolci ricchi di calorie ed altri prodotti da forno poveri di nutrienti dovrebbero essere eliminati. Da questo punto di vista, la Palelo assomiglia a tante altre diete. E’ risaputo infatti che i cereali trattati sono spogliati dei loro nutrienti durante la fase di lavorazione e offrono ben poco di utile al nostro corpo se non calorie.

Ma ci sono altri alimenti come il riso nero, il farro o il pane integrale che contengono ingredienti che sono noti per ridurre in modo sostanziale il rischio di contrarre malattie croniche: parliamo di una riduzione del rischio di infarto del 30-36%, di una riduzione del rischio di contrarre il diabete di tipo 2 del 21-30% e di una riduzione del rischio di contrarre malattie cardiache del 25-28% 4)The Whole Grain Council, http://wholegrainscouncil.org/whole-grains-101/what-are-the-health-benefits). Bene, secondo i paleodietologi tutti questi alimenti sono da eliminare!

I cereali integrali offrono quindi un gran numero di benefici per la salute che la dieta Paleo sembra non tenere in considerazione.

Anche i legumi sono ottimi per la salute dell’uomo, come parecchi studi paiono confermare sono ricchi di proteine e di fibre. I fagioli ed i piselli inoltre saziano a lungo, mantengono basso il livello di zucchero nel sangue ed hanno un ridotto apporto di calorie 5)The Health Benefits of Legumes, http://healthyeating.sfgate.com/health-benefits-legumes-7677.html

Quello che mi chiedo è quindi perché sia necessario togliere dalla propria dieta questi alimenti di cui sono risaputi gli innumerevoli benefici?

I sostenitori della dieta di Paleo sostengono che i nostri i nostri antenati non avevano accesso a questi alimenti e che quindi noi possiamo viverne benissimo senza.

Tuttavia, secondo la dott.sa Dolorse Piperno, dirigente presso il laboratorio del Smithsonian National Museum of Natural History in Washington, nei resti fossili dell’uomo di Neanderthal trovati in Belgio ed in Iraq sono state trovate tracce di datteri, semi e legumi (inclusi piselli e fagioli)  6)Neanderthals may have feasted on meat and two veg diet, http://www.theguardian.com/science/2010/dec/27/neanderthals-cooked-diet-us-research. Questa scoperta ovviamente, fa ancor più vacillare la tesi dei dietologi Paleo.

Poiché i legumi, notoriamenti ricchi di proteine, sono sulla lista nera, la maggior parte delle proteine presenti nella dieta Paleo si trovano nella carne.

c) Mangiare la carne rossa fa bene

Dieta Paleo: 5 regole su cui fare una riflessioneI nostri antenati dell’era Paleozoica dovevano uccidere la selvaggina per mangiare.

Ma mangiare carne disponibile al supermercato nel ventunesimo secolo è altra cosa.

Chi di voi ha mangiato selvaggina sa benissimo che la carne degli animali selvaggi è tutt’altra cosa rispetto a quella di allevamento. Gli animali di allevamento sono allevati in fattorie-industriali 7)In the belly of the beat, http://www.rollingstone.com/feature/belly-beast-meat-factory-farms-animal-activists trattati, nutriti e curati in modo tale da renderli grandi e grossi nel minor tempo possibile.

La dott. Christina Warinner, direttrice presso la University of Oklahoma’s Laboratories of Molecular Anthropology and Microbiome Research (LMAMR) – conferma che, in termini nutrizionistici, la carne degli animali moderni non è assolutamente paragonabile alla carne di cui si nutrivano i nostri lontani antenati.

Un secondo aspetto associato al mangiare carne nella dieta Paleo è che quest’ultima presuppone di consumare solo carne di animali che mangiano erba naturale e non semi. Consumare costosa carne rossa proveniente da animali nutriti con erba è probabilmente più salutare che consumare carne di animali allevati negli allevamenti intensivi, ma l’alimentazione dell’animale non cambia il fatto che mangiare la carne rossa non faccia bene alla salute.

Su un articolo apparso sula rivista Prevention8)10 Reasonos To Stop Eating Red Meat, http://www.prevention.com/food/healthy-eating-tips/10-reasons-stop-eating-red-meat?slide=10  “mangiare carne irrigidisce I vasi sanguigni, aumenta il rischio di contrarre il diabete di tipo 2 e mette a rischio colon e cervello”.

Viene spontaneo quindi chiedersi come l’uomo abbia potuto evolversi e sopravviver per tante migliaia di anni nutrendosi solamente di carne se ciò era dannoso per la salute. A questa domanda ha risposto la dott.sa Christina Warinner ad un recente TedTalk (che potete guardare alle fine di questo articolo). Nel suo intervento, durato più di 20 minuti, la Warinner ha spiegato che le base della dieta Paleo sono imprecise, a voler essere diplomatici.

La dottoressa sostiene che “l’uomo non ha nessun adattamento fisiologico, anatomico o genetico per consumare la carne”. Secondo la dottoressa, l’uomo è più adatto per nutrirsi di vegetali. “Abbiamo grandi molari che servono appositamente per triturare le piante fibrose. Non abbiamo carnassiali, denti specializzati per triturare la carne” argomenta la Warriner.

Non solo siamo meno adatti al consumo di carne di quanto suggerirebbero i sostenitori della Paleo, ma la carne non è nemmeno così benefica per la salute come affermano i paleodietologi.

d) Alla larga dalle patate!

Dieta Paleo - TuberiNonostante alcune evidenti lacune nella teoria Paleo, i paleodietologi hanno ragione su qualcosa: gli uomini delle caverne non banchettavano con le patate!

Questo vuol dire che neanche noi possiamo?

Assolutamente no. Se per te mangiare patate vuol dire le patatine fritte, o le patate ripiene di formaggio, bacon, crema, allora sì le patate devono essere evitate. Ma se trascuriamo queste pietanze i tuberi hanno degli indiscussi vantaggi per il nostro organismo..

Una patata arrostita è eccezionalmente benefica, povera di calorie, ricca di fibre e offre una notevole protezione contro il cancro e le malattie cardiovascolari” secondo il World’s Healthiest Foods 9)World’s Healthiest Foods, http://www.whfoods.com/genpage.php?tname=foodspice&dbid=48#healthbenefits.

Le patate sono ricche di minerali e vitamine come la B6, la B3, la C, il potassio, il rame ed il fosforo. Inoltre le patate sono ricche di fibre, che rivestono un ruolo fondamentale per mantenere il cuore in buona salute ed offrono un’ottima fonte di energia naturale per i muscoli ed il cervello.((Why You Should Eat More Potatoes, http://community.sw.org/2012/01/why-you-should-eat-more-potatoes/

Eliminando le patate, ci sentiremmo stanchi, sia fisicamente che mentalmente. Il che sarebbe un peccato.

e) L’olio d’oliva fa bene!

Dieta Paleo: olio di oliva

L’olio d’oliva è considerato da tutti i nutrizionisti adatto a tutte le diete grazie ai suoi favolosi effetti benefici per la salute. I sostenitori di Paleo non potevano pensare di mettersi contro l’olio di oliva perciò lo hanno incluso nella lista dei “buoni”.

I sostenitori della Paleo sorvolano sul fatto che i loro antenati non sarebbero stati in grado di estrarre l’olio d’oliva con gli strumenti che avevano a disposizione.

Ma, anche se l’olio d’oliva è approvato dalla Paleo, fa veramente bene?

Kate Murray del Mind Body Green fa notare un fatto interessante: “Due cucchiai d’olio d’oliva hanno più del triplo di grassi saturi di un petto di pollo da 120 grammi”.

Si potrebbe sostenere che, come per gli avocado, i grassi benefici per la salute, come quelli contenuti nell’olio d’oliva, sono necessari e fanno bene, nonostante il terrificante quantitativo di grassi saturi. Ed è vero, soprattutto per quanto riguarda lo “sviluppo del cervello, stabilità mentale e rigenerazione cellulare” afferma la Murray. Tuttavia assumere solo oli raffinati, come l’olio d’oliva, non è la soluzione. L’ideale sarebbe di assumere i grassi benefici grazie alle noci, ai semi e agli avocado, tutti approvati dalla Paleo.

Paleo sì o Paleo no?

Come la maggior parte delle cose, è importante notare che lo stile di vita Paleo può non funzionare per tutti. Magari il tuo compagno di allenamento ha perso 10 chili in un mese grazie alla Paleo, ma non puoi sapere in che misura il suo corpo è diverso dal tuo. Per un semplice squilibrio ormonale una persona può perdere o acquisire peso a prescindere dalla dieta. Altri hanno una predisposizione genetica per l’obesità. Se conosci qualcuno con il metabolismo veloce avrai visto che ci sono persone che possono mangiare tantissimo e di tutto e non ingrassare mai.

Questi fattori e decine di altri ancori possono far passare dei casi di miglioramento a seguito del passaggio alla dieta Paleo come benefici direttamente legati al cibo mangiato. Ma non è sempre così semplice trovare un legame causa-conseguenza quando si tratta di alimentazione, specialmente se si lavora con piccoli numeri (gli studi accademici vengono condotti eseguendo almeno cento rilevazioni per avere dei risultati statisticamente utilizzabili)

Difficile pensare che esita una dieta universalmente valida. Secondo il dott. Hyman: “La persona media prende 5 chili per ogni dieta che intraprende,”

Cosa fare allora per mantenersi in forma?

Concentrarsi sugli aspetti della dieta Paleo che funzionano:

  • Mangiare alimenti integrali e stare alla larga dalle “schifezze” (junk food e fast food in primis)
  • Consumare grandi quantità di verdura fresca;
  • Consumare quantità moderate di frutti poveri di zucchero—come i frutti di bosco ricchi di antiossidanti;
  • Le noci, benefiche per il cuore, sono tue amiche;
  • Eliminare gli oli vegetali e idrogenati;
  • Evitare tutto ciò che contiene zucchero aggiunto, come le bevande gasate, i prodotti da forno preconfezionati ed i dolci;
  • Eliminare coloranti e i conservanti;
  • Non esagerare con l’esercizio fisico, meglio qualche volta ogni settimana e con un ritmo breve ma intenso.

In sintesi

Dieta Paleo: 5 regole su cui fare una riflessione

Dieta Paleo: 5 regole su cui fare una riflessione

Non credo nelle diete universali (una dieta che va bene per tutti) e quindi non sono un sostenitore della dieta Paleo.

Per di più trovo che questo regime alimentare si appoggi su delle fondamenta non troppo solide. Oltre ad andare contro tanti luoghi comuni (che non è in se un male) poggia su basi scientificamente discutibili e delle evidenti semplificazioni della realtà e della storia.