troppa Vitamina D fa male

Quando troppa vitamina D fa male



Calcio (citrato) + vit. D3

La vitamina D, contribuisce alla cosiddetta mineralizzazione delle ossa; aiuta a sintetizzare gli enzimi preposti al trasporto attivo del calcio; contribuisce a mantenere il sistema nervoso stabile; mantiene stabili i livelli di calcio e fosforo nel sangue. In un’altro nostro articolo , abbiamo visto quanto sia importante questa vitamina  per il nostro corpo,  ma  anche che spesso molti soggetti – specialmente gli anziani e le popolazioni nordiche – non ne hanno a sufficienza.

In questo articolo vogliamo affrontare le problematiche legate alla situazione opposta, ovvero alla situazione  in cui viene assunta della vitamina D in eccesso

Il problema della  sua tossicità è  legato quasi esclusivamente alla sua (della vitamina D) assunzione per mezzo degli integratori, in quanto è non è possibile assumere dosi eccessive di questa vitamina semplicemente attraverso i cibi naturali ed il sole (quindi, sotto questo aspetto, i lettori possono stare tranquilli).

Perché la vitamina D fa male quando assunta in eccesso, e quali sono conseguenze che ciò comporta

La vitamina d fa malePer vitamina D si intende un gruppo di pro-ormoni liposolubili, gruppo costituito da cinque diverse vitamine,  D1, D2, D3, D4 e D5. La vitamina D é normalmente ottenuta dall’esposizione solare o attraverso la dieta. A differenza di quello che avviene con le vitamine idrosolubili, il corpo umano non riesce a smaltire con facilità le vitamine liposolubili (come la vitamina D) con la conseguenza che, le dosi eccessive di questa vitamina, tendono ad  accumularsi nell’organismo.

Ancorché non sia del tutto chiaro come questo accumulo possa diventare tossico, è risaputo invece che -nella sua forma attiva- la vitamina D si comporta come un ormone steroideo. Con dei recettori, presenti in quasi tutti gli organi del nostro corpo,   questa vitamina é in grado di agire addirittura sul nostro nostro patrimonio genetico modificandolo con effetti talora trasmissibili alla generazione successiva.

La presenza di una quantità eccessiva nel nostro corpo di vitamina D, la così detta ipervitaminosi D, aumenta l’assorbimento del calcio dalle ossa e contribuisce ad un accumulo dello stesso nei tessuti molli, con la conseguente formazione di calcoli.

L’ipercalcemia connessa con un eccesso di vitamina D, comporta anche l’indurimento dei vasi sanguigni nel cuore e nei polmoni e – nei casi estremi – può portare addirittura al coma ed alla morte.  Frequente urinazione -perdita dell’appetito -nausea -vomito -diarrea -stitichezza -debolezza muscolare -vertigini -stanchezza -calcificazione dei tessuti soffici del cuore, dei vasi sanguigni e dei polmoni, e nei casi più gravi -confusione -ipertensione -insufficienza renale e coma,  sono alcune delle possibili conseguenze di una eccessiva assunzione di vitamina D.

Alcuni bambini che consumano latte vitaminizzato con vitamina D possono diventare  iperattivi.

Quando la vitamina D è troppa

La vitamina D si misura quantificando i livelli del preormone 25-idrossicolecalciferolo [25(OH)D] presenti nel sangue ed esprimendo la sua concentrazione o in nanogrammi per millilitro (ng/ml) o nanomoli per litro (nmol/L). Gli intervalli di riferimento di vitamina D nel sangue sono i seguenti:

  • Carenza: <20 ng/ml (<50 nmol/L).
  • Insufficienza: 20-30 ng/ml (50-75 nmol/L).
  • Sufficienza: >30 ng/ml (>75 nmol/L).
  • Eccesso: >100 ng/ml (>250 nmol/L).
  • Intossicazione: >150 ng/ml (>375 nmol/L).

Secondo l’Institute of Medicine, la dose massima di vitamina D da assumere su base giornaliera, non dovrebbe superare i a 4000 UI.   Si è notato che, tuttavia, in media su individui in buona salute, dosi giornaliere fino a 10,000 IU non portano a fenomeni d’intossicazione.

Si parla d’intossicazione, invece, quando il livello di vitamina D nel sangue supera i 150ng/ml (375 nmol/L): sono stati fatti dei test  i quali hanno dimostrato che l’assunzione di dosi giornaliere di 40,000-100,000 IU (equivalenti a 1000-2500 microgrammi) di vitamina D per parecchi mesi, porta all’intossicazione.

Giova evidenziare anche che si sono verificati  dei casi in cui l’overdose di vitamina era stata causata da errori dovuti al produttore degli integratori vitaminici (che forniva prodotti con dosi di vitamina D da 100 a 400 volte più alti di quelli dichiarati). In tali casi, negli individui che assumevano quegli integratori, sono stati rilevati dei valori di vitamina dell’ordine dei 257-620ng-ml.

Ancorché l’intossicazione da vitamina D sia reversibile,  un’intossicazione potrebbe anche portare alla calcificazione delle arterie ed all’insufficienza renale.

Quando si manifestano i sintomi di un eccesso di vitamina D

La vitamina d fa male

I sintomi di un sovraddosaggio di vitamina D non compaiono subito. Prima di manifestarsi, a volte possono passare addirittura dei mesi, ed é per questo che una intossicazione da vitamina D è difficile da identificare: ci sono stati casi in cui persone avevano assunto dosi elevate di questa vitamina per parecchi mesi senza manifestare sintomi dell’intossicazione, anche  se gli esami del sangue avevano indicato l’esistenza di  ipercalcemia ed insufficienza renale.

A parte ciò, ci sono anche altre ragioni per cui,  in presenza di un eccessivo consumo di vitamina D, non  è sempre facile collegare gli effetti e cause: alte dosi di Vitamina D possono, infatti, causare ipercalcemia senza intossicazione, ma anche intossicazione senza ipercalcemia.

Cofattori del metabolismo della vitamina D

Il metabolismo della vitamina D è influenzato dalla presenza (o dall’assenza) di altri principi nutritivi,  i c.d. cofattori.  In questo caso, i cofattori più importanti sono:
  • Magnesio. Il magnesio è il cofattore più importante per il metabolismo della vitamina D.
  • Vitamina K. Questa è una vitamina liposolubile, anch’essa estremamente importante per il metabolimo della vitamina D. La vitamina K, non potendo venire accumulata dal corpo, dev’essere introdotta nell’organismo quotidianamente attraverso la dieta.
  • Zinco. Lo zinco, come cofattore della vitamina D, è attivo come modulatore delle sue interazioni con il DNA, ma anche nel metabolismo del calcio. Come la vitamina K, anche lo zinco non può essere accumulato dal corpo e, quindi, dev’essere assunto quotidianamente.
  • Boro. Il boro influenza l’attività di molti enzimi, inclusi quelli che metabolizzano la vitamina D -il magnesio ed il calcio- ed è perciò  fondamentale per il corretto utilizzo della vitamina D.

Conclusioni

La vitamina D – se presa in eccessive quantità – può fare male. Può avere effetti anche devastanti sull’organismo. I conseguenti sintomi possono manifestarsi con mesi di ritardo. In genere, è raccomandabile non assumere più di 4000 IU (100 mg) di vitamina D al giorno: dosi maggiori non portano benefici, ma aumentano solo il rischio di intossicazioni.

Il problema della tossicità è legato quasi esclusivamente alla sua assunzione per mezzo degli integratori, in quanto è impossibile assumere dosi eccessive di questa vitamina semplicemente attraverso i cibi naturali ed il sole (e, sotto questo aspetto, i lettori possono stare tranquilli).

Sebbene, come appena detto, le normali dosi di vitamina D  -assunte con degli integratori per brevi periodi- non creino problemi di intossicazione,  prima di iniziare delle cure a lungo termine con la vitamina D, è sempre bene consultarsi con il proprio medico di base e possibilmente anche con un nutrizionista.

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