cancro alla prostata

Scoperto nuovo trattamento per la cura del tumore alla prostata

Il cancro alla prostata è il tumore che più frequentemente colpisce i soggetti di sesso maschile: si stima che, solo nel nostro paese, ogni anno colpisca decine di migliaia di uomini e che il 3% della popolazione maschile muoia a causa di questa malattia.

Da uno studio clinico di lunga durata, condotto presso il Houston Methodist Hospital, è emerso che una combinazione di radiazioni con terapia genetica, potrebbe dare un contributo importante alla lotta contro questa malattia. Questo approccio metodologico, noto come strategia del gene suicida, è una tecnica volta a rendere qualsiasi tumore maggiormente sensibile alla chemioterapia.

Attualmente i ricercatori sono ancora impiegati nella “fase II” di questa ricerca, ricerca condotta su 66 pazienti, metà dei quali, sono stati sottoposti ad una terapia limitata alle sole radiazioni; e l’altra metà è stata sottoposta ad un trattamento che combina l’utilizzo di radiazioni in congiunzione con un trattamento ormonale.

«Abbiamo strategicamente utilizzato un Adenovirus simile a quello dell’influenza per somministrare l’agente terapeutico ai pazienti — un Herpesvirus che produce l’enzima timidina chinasi — direttamente nelle cellule tumorali», spiega il dott. Brian Butler, direttore le centro di radiologia oncologia del ospedale di Huston.

L’Adenovirus è un virus, il cui genoma è costituito da DNA lineare a doppio filamento, ed i cui membri presentano simmetria icosaedrica, e sono privi di rivestimento lipidico. L’Adenovirus, che è il più grande virus privo di involucro, attacca le cellule mediante le fibre virali.

«Non appena l’Herpesvirus ha iniziato la produzione di TK abbiamo trattato i pazienti con un antivirale, il Valacyclovir. Questa combinazione ha permesso di attaccare le cellule tumorali e nello stesso tempo di indurre a suicidio le cellule trapiantate».

A cinque anni dalla sua data di inizio, lo studio, pubblicato su Journal of Radiation Oncology (JRO) ha dimostrato che questo tipo di terapia combinata, porta ad un aumento delle probabilità di sopravvivenza al cancro alla prostata in una percentuale che va dal cinque al venti percento. Tuttavia, per arrivare a sconfiggere questa malattia la ricerca scientifica ha ancora una lunga strada da percorrere.

Nella cura del cancro, il problema principale che devono affrontare gli scienziati è che, differentemente da quello che avviene con una infezione, le cellule tumorali sono costituite da mutazioni di cellule sane che il corpo non rileva e che, quindi, il sistema immunitario non si mette in moto per distruggerle.

Foto Flickr di: cnicholsonpath, distribuita secondo la licenza Creative Commons (BY)

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