zucchero di stevia

Zucchero di Stevia, il dolcificante naturale. Assumerlo o meno?

Leggevo dello zucchero di Stevia, un dolcificante che, a differenza di altri sostituti della zucchero è definito come naturale.

La Stevia rebaudiana è una pianta erbaceo-arbustiva perenne. Essendo molto più dolce del saccarosio viene usata come dolcificante: i principi attivi sono lo stevioside, e il rebaudioside A, che hanno un potere dolcificante da 150 a 250 volte il comune zucchero. Contrariamente allo zucchero, i suoi principi attivi non hanno potere nutrizionale (zero calorie) e conservano bene le loro caratteristiche anche nei prodotti da forno e nelle bevande calde.

L’approvazione dell’uso della Stevia come Food Additive nei paesi diversi da quelli d’origine (montagne tra il Paraguay ed il Brasile) è stata  molto tormentata e francamente mi domandavo il motivo.

L’utilizzo di una pianta esistente in natura da diversi millenni, utilizzata “da sempre” sin dai tempi degli indigeni Guaranì che la chiamavano “erba dolce” e la utilizzavano per coprire il gusto amaro dell’Ilex paraguayensis con cui si preparava un infuso chiamato “Mate“,  non sembrerebbe poter essere oggetto di dispute particolari.

Nella medicina tradizionale di alcune regioni del Sudamerica, la stevia serviva anche per il trattamento delle ustioni, delle coliche, dei problemi di stomaco e, talvolta, anche come contraccettivo.

La pianta della Stevia rebaudiana fa parte della famiglia delle Asteraceae. Alcune specie di stevia, chiamate “candyleaf” (stevia ovata), si trovano nel New Mexico, nell’ Arizona e nel Texas; ma la specie più pregiata, la Stevia rebaudiana cresce in Paraguay ed in Brasile

In passato, l’uso nei prodotti alimentari della Stevia  è stato soggetto a limitazioni in Europa e negli USA dato che alcuni suoi componenti (alle dosi testate) come lo steviolo e lo stevioside, erano considerati genotossici.

La diffusione dello zucchero di Stevia

Utilizzata da alcune tribù sudamericane già da secoli, la Stevia  ebbe una discreta diffusione in Giappone a partire dagli anni ‘70.

Verso la metà degli anni ‘80 l’attenzione di diverse industrie alimentari statunitensi si focalizza anche sulla Stevia, che comincia a ad essere presente in alcune marche di the alle erbe. Contemporaneamente,  a seguito alla denucia anonima di un’industria alimentare, vengono diffusi i risultati di uno studio secondo cui lo steviolo sarebbe sospetto di cancerogenicità.

La commercializzazione della Stevia ed il suo utilizzo in tutti i paesi dell’Europa è stato ammesso a partire dal 2 dicembre 2011 (Regolamento UE N. 1131/2011 della Commissione dell’11 Novembre 2011).

Ma perché, prima la Stevia era considerata pericolosa, ed ora sembra non esserlo più? Presumo che le discordanti definizioni di “cancerogenicità”, derivino da posizioni di difficile valutazione, quando è fin troppo semplice fare in modo che i parametri di prova possano essere scelti in maniera da dare proprio i risultati  che si vogliono ottenere.

Gli studi più recenti hanno comunque scagionato completamente la Stevia dai sospetti di cancerogenicità, e come vedremmo, le vengono anzi attribuite anche delle proprietà curative.

Utilizzi della Stevia e dello zucchero di Stevia

Come appena detto, sin dall’antichità la Stevia è stata utilizzata sia per le sue caratteristiche dolcificanti, che per le sue proprietà terapeutiche e medicinali.

Gli impieghi  della pianta possono essere finalizzati a contrastare situazioni e alterazioni fisiologiche particolari quali:

  • diabete: la stevia, infatti, non si limita solamente a non incidere sulla quantità di glucosio nel sangue, ma secondo alcuni studi, sembrerebbe che possegga delle proprietà ipoglicemizzanti, che consenta, cioè la regolazione del  livello di glicemia;
  • sovrappeso: lo zucchero di Stevia è 300 volte più dolce del saccarosio. Tuttavia, uno studio del 2004  ha evidenziato che la mancata corrispondenza, tra sapore dolce e calorie effettivamente introdotte nel corpo, potrebbe indurre a mangiare troppo;
  • problemi dentali: non contenendo zucchero la stevia non provoca carie;
  • cura della pelle: la stevia contiene dei flavonoidi, elementi che sono in grado di contrastare l’invecchiamento della pelle;

Al regolare uso della Stevia vengono associate anche altre proprietà terapeutiche e curative, in particolare proprietà:

  • antibatteriche;
  • antiacide;
  • ipotensive;
  • antitumorali;
  • antinfiammatorie;
  • immunomodulanti.

Recentemente, secondo uno studio effettuato da dei ricercatori Tailandesi, lo stevioside, principio attivo della Stevia, sarebbe in grado di modulare un importante fattore di trascrizione – NF-kB – implicato con i suoi effetti antinfiammatori ed immunomodulanti anche nella flogosi e nella cancerogenesi.

Con tale meccanismo di regolazione, lo stevioside contenuto nella Stevia, potrebbe agire persino su lesioni muscolari consentendo, con una idonea somministrazione dietetica, un rapido recupero da un infortunio muscolare. 1)http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22316388.

La Stevia in sintesi

Denominazione Dose giornaliera raccomandata Potere dolcificante Apporto calorico Dove si compra
E951 4mg per Kg di peso corporeo 300 volte quello dello zucchero 0 cal Stevia Tab

Osservazioni finali

E’ mia opinione che nel dubbio, la cosa migliore strada migliore sia quella di non abusare di qualsiasi dolcificante artificiale e di indirizzare la nostra attenzione verso il buon vecchio saccarosio (esclusa coloro che abbiano problemi ad assumerlo, s’intende).

Il tutto comunque moderatamente, aggiungerei.